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STORIE IN BIANCONERO - LAVAGNA CAPITALE DEL PALLONE CON LA SUPERBALL VIS

La prima sede della Superball Vis di Lavagna, tra Via Aurelia e Via Vittorio Emanuele III (ora Via Nuova Italia).

Calcio e sponsor: il caso emblematico del Vicenza, legato da decenni al Lanificio Rossi, al punto che nell’anno della rifondazione del club, è stata riadottata la “R” della Lanerossi sullo stemma ufficiale, ha qualche esempio anche tra i dilettanti? Forse sì, forse no, certo è che la fortuna di molti club di provincia è dovuta al connubio con aziende locali che ne condividono uomini, progetti, denominazione e divise, come la Superball Vis, entrata in varie puntate nelle vicende storiche dell’U.S. Lavagnese.

Agli inizi degli Anni Trenta uno dei fondatori del club bianconero, Sirio Vaccarezza, spostatosi in Argentina, contatta Juan Valbonesi, uno degli inventori del pallone di cuoio a bocchetta invisibile, senza la fastidiosa cucitura esterna che, fino ad allora, lasciava “marchiata” la fronte dei giocatori. Il football a Lavagna latita perché manca un campo sportivo, ma è in continua espansione a livello nazionale e Vaccarezza, di concerto con Mistrangelo e i fratelli Angelo e Giuseppe Sanguineti, coglie l’occasione per acquisire il brevetto di produzione e costituire, una volta tornato in Italia (1934), la società “Superball Vis”. L’idea è vincente ed in poco tempo la sede di Via Vittorio Emanuele III (attuale Via Nuova Italia) moltiplica il personale, inizialmente limitato ad una trentina di unità. L’adozione da parte della Nazionale Italiana del costosissimo pallone “Condor” (1936) diventa il fiore all’occhiello. Al suo confezionamento provvedono una cinquantina di mastri sellai, molti dei quali provenienti dal Bresciano, ed alcuni collaboratori locali, che svolgono compiti di cucitura presso le proprie abitazioni, tra cui il cogornino Gaetano Mosto, il primo a cucire la valvola all’interno secondo i canoni del brevetto. I proprietari spingono la ripresa sportiva della città, organizzando eventi che permettano agli atleti di testare i nuovi prototipi delle varie discipline, consolidano la loro presenza nel calcio dopo l’inaugurazione del nuovo stadio ed il ritorno effettivo della Lavagnese sotto le “mentite spoglie” della Polisportiva Fascista Vittorio Podestà (1940).


Lavagnese - Savona 23 Aprile 2017 - Luca Tabbiani Allenatore
Da sinistra, il pallone “Condor” e la tessera di Silvio Vaccarezza, centravanti della Lavagnese juniores dal 1942 al 1944. La Superball Vis del padre Sirio, rimasta attiva per la fornitura all’esercito di scarpe militari, continuò anche in quegli anni a procurare il materiale sportivo ai ragazzi bianconeri.

Dopo la guerra la Superball Vis è in prima linea nell’appoggiare l’Unione nel difficile campionato di Serie C. Offre il “Condor” per le sfide casalinghe dei bianconeri ed entra come “moneta di scambio” nelle trattative di mercato con le altre società: l’Entella ne chiede sette nel 1946 per far attraversare il fiume all’ala destra Consonni.


Nel 1946 la Lavagnese rinforza l’attacco con l’arrivo di Consonni.

L’appoggio è costante anche negli anni successivi, ma la posizione di monopolio nel settore, dimostrata anche con la fornitura ufficiale di palloni da calcio, pallacanestro e pallanuoto e di guantoni da boxe per l’Olimpiade di Roma del 1960, termina con l’ascesa di multinazionali come l’Adidas. Nel 1974, la proprietà passa alla famiglia Lazzari, che trasferisce la sede a S. Salvatore di Cogorno, mantenendone fino ad oggi il marchio, ricomparso l’ultima volta durante il campionato di Promozione 1985-86.


La rosa della Lavagnese 1985-86 sponsorizzata dalla Superball Vis. Da sinistra in piedi: Sanguineti Cl. (medico sociale e figlio del socio Superball Vis Giuseppe Sanguineti), Fossa (allenatore), Bertocchi (direttore sportivo), Chebba, Porcù, Sambuceti P., Naseddu, Cassinelli, Pepi, Sanguineti G. (presidente). Seduti: Bacigalupo Cl., Brustia, Raffo V., Bo, Costantini G. (I), Repetto (vice-allenatore). Accosciati: Melillo (magazziniere), Macelloni, Maragliano, Strata, Del Soldato, Berisso Gianfranco.

Durante le celebrazioni per il centenario (2019), l’U.S.D. Lavagnese ha voluto suggellare la storica partnership con la Superball Vis, apponendo la riproduzione del mitico pallone “Condor” sullo stemma societario.


Il logo del Centenario con il pallone “Condor”.

(si ringraziano per la collaborazione Claudio Sanguineti e Gianluca Lazzari)


Articolo, interviste e foto a cura di Gianluigi Raffo

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