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STORIE IN BIANCONERO - LA LAVAGNESE INTERNAZIONALE NEI DECENNI

  • 3 ore fa
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Pur rimanendo legata alla tradizione, Lavagna ha dimostrato con gli anni di saper amare i ragazzi in maglia bianconera: un tempo la maggior parte di essi viveva in città, ma da decenni non è più così. L’Unione si è trovata a dover adeguare la propria rosa in base alle esigenze della categoria, ingaggiando giocatori “foresti” persino esteri, che però non sempre hanno rispettato le attese.

Fino agli Anni Sessanta, la presenza di stranieri nelle categorie dilettantistiche destava un’attenzione particolare: da loro ci si attendeva spesso il numero ad effetto. Le normative per il loro tesseramento erano d’altronde restrittive e il flop dell’Italia nel Mondiale inglese del 1966 portò addirittura al blocco delle frontiere.

Nell’Unione, dopo la comparsa dell’attaccante fiumano Nevio Bohuny (5 presenze e una rete nella Serie D 1962-63), fece sicuramente scalpore il portiere egiziano Faruk El Bay. Arrivato in Italia nel 1966 con un alone di mistero, poiché si vociferava avesse giocato nella Nazionale dei Faraoni, approdò nell’Arsenalspezia, poi in C nello Spezia, affinando il suo stile tra i pali, non consono ai canoni della scuola italiana. Nel 1971 Lavagna lo accolse con curiosità: Faruk dimostrò di cavarsela, contribuì a raggiungere due salvezze in Promozione (47 presenze), conquistando la stima dei compagni. 

 

L’U.S. Lavagnese 1971-72 con la novità del portiere egiziano. Da sinistra in piedi: Varzi, Ricciotti, Perfigli, Rocca, De Ferrari G., Scapparone A., Marinetti, Ragaglia (mass.); accosciati: Torta P., Senno, Tuccio, Bellolio G., Gabrielli, Iacopetti, El Bay.
L’U.S. Lavagnese 1971-72 con la novità del portiere egiziano. Da sinistra in piedi: Varzi, Ricciotti, Perfigli, Rocca, De Ferrari G., Scapparone A., Marinetti, Ragaglia (mass.); accosciati: Torta P., Senno, Tuccio, Bellolio G., Gabrielli, Iacopetti, El Bay.

Quindi una lunga parentesi autoctona: solo nel 1999 la F.I.G.C. cambiò registro, dimostrando di recepire la sentenza europea sulla libera circolazione dei lavoratori, frutto anche della sentenza Bosman di qualche anno prima, e allargò le maglie per l’arrivo di calciatori comunitari ed extracomunitari anche nelle serie dilettantistiche.

La Lavagnese, in piena ascesa sportiva, colse l’opportunità ed accorpò via via un manipolo di giocatori argentini, alcuni dei quali precedentemente importati dal presidente entelliano Ciancilla: Pablo Mastronicola, Sebastian Conti, Juan Pablo Martin Serralta, Caly e Juan Lovera furono tra i protagonisti del periodo 2000-2004, culminato con il formidabile terzo posto in serie D sotto la guida di Costanzo Celestini. A onor del vero le disavventure delle squadre limitrofe favorirono l’arrivo a Lavagna di quei ragazzi sudamericani, facendo esplodere i tifosi bianconeri che cantavano… a ritmo di tango: “Siamo noi, siamo noi, la regina del Levante siamo noi”.


L’argentino “Seba” Conti (2001-04, 34 presenze, 5 reti). Conquistò la Serie D con l’Unione e contribuì a mantenerla segnando, al termine del campionato 2002-03, un gol decisivo sul campo del Fucecchio.
L’argentino “Seba” Conti (2001-04, 34 presenze, 5 reti). Conquistò la Serie D con l’Unione e contribuì a mantenerla segnando, al termine del campionato 2002-03, un gol decisivo sul campo del Fucecchio.

Quell’apertura delle frontiere, quasi coincidente con la presa in carico della società del presidentissimo Compagnoni, non ha avuto soste fino ai giorni nostri. Ad oggi, sono stati computati più di quaranta stranieri, alcuni giunti con la doppia cittadinanza (come il difensore marocchino Hanif, che esordì nel 1999 da italiano), a dimostrazione di quanto l’ambiente famigliare dell’Unione abbia cercato di integrare giovani di altri mondi dentro la propria realtà ligure. Al di là del fiuto dei direttori sportivi e dell’abilità dei procuratori, qualcuno è arrivato in prestito dal vivaio dei grandi clubs liguri e schierato come ottimo fuori-quota, altri sono giunti per scelte tecniche ponderate o ingaggiati per sopperire ad infortuni di pedine-chiave o per permettere a stagione in corso la variazione degli schemi di attacco.

Il talento del trio di ragazzi nigeriani (Okereke-Sadiq-Nura) delle giovanili dello Spezia tra il 2013 al 2016 avrebbe forse potuto risolvere molti bisogni, ma alcune difficoltà nel loro tesseramento si sono riversate negativamente sulla società bianconera, sanzionata dalla F.I.F.A a distanza di anni, nonostante il supporto alla crescita personale ed un utilizzo con il contagocce.


20 dicembre 2015: Lavagnese-RapalloBogliasco 1-0. Un giovanissimo Okereke tenta di farsi largo sulla fascia. Attualmente il nigeriano veste il grigiorosso della Cremonese.
20 dicembre 2015: Lavagnese-RapalloBogliasco 1-0. Un giovanissimo Okereke tenta di farsi largo sulla fascia. Attualmente il nigeriano veste il grigiorosso della Cremonese.

 E’ lunga invece la lista degli attaccanti esteri atterrati al “Riboli” in cerca di gloria: alcuni l’hanno trovata nella memoria dei tifosi, come il brasiliano Carlos Clay de França (2012-13, 17 gol) o il croato Zoran Draca (2007-09, 16 reti), altri sono stati semplici comparse (come l’argentino Garìn, il franco-senegalese El Hadj Gueye e il panzer guineano Soulemayne Camara). Passato sotto traccia l’esordio dell’altro portiere, il lituano Nerijus Tabokas (due presenze nel 2017-18), resta vivido invece il contributo del camerunense Divine Fonjock (2016-19, con 85 presenze e 7 reti), autentica diga del centrocampo in molte partite. Grande personalità, ma anche qualche rudezza di troppo per il difensore svizzero Jonathan Rossini (2019-21, 33 presenze e 2 reti), che vestì il bianconero trentenne dopo trascorsi importanti tra i professionisti.

Dal punto di vista geografico, Africa e Sudamerica si sono fatti preferire come principali serbatoi da cui attingere giocatori esteri. L’Argentina la fa numericamente da padrone, probabilmente anche per motivi storici, computando dieci arrivi. Il più iconico fu senz’altro quello del “Pampa” Martin Serralta, goleador e recordman di presenze; l’ultimo, Julián Domijan Cardellino, è arrivato l’anno scorso, ma venne tagliato da mister Roselli dopo pochi mesi; il primo, Silvio Vaccarezza, figlio di Sirio (fondatore dell’U.S. Lavagnese e della Superball Vis) scese in campo nel campionato di Terza Divisione (juniores) 1942-43.

Per finire, alcune tabelle riassuntive sugli oltre venticinque anni di stranieri a Lavagna.




Articolo, interviste e foto a cura di Gianluigi Raffo

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