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STORIE IN BIANCONERO - I GRANDI DERBIES: ENTELLA-LAVAGNESE 0-1


Il portiere bianconero Silvio Morasso, assoluto protagonista dell’incontro, anticipa l’entelliano Parodi.
Il portiere bianconero Silvio Morasso, assoluto protagonista dell’incontro, anticipa l’entelliano Parodi.

 Risucchiata pericolosamente nel vortice della lotta play-out, la Lavagnese nelle partite rimanenti dovrà muovere sempre la classifica, mantenendo atteggiamento positivo, resilienza e spirito di gruppo anche di fronte agli ostacoli più difficili. Le ultime giornate metteranno in palio punti preziosi nelle sfide contro le quotate Vado, Chisola e Varese, vittoriose all’andata, ma i bianconeri hanno dimostrato in passato di saper trovare risorse proprio dove il pronostico era loro sfavorevole, come il 24 marzo 2024 contro l’Alcione Milano (2-1). La partita madre di queste gare testa-coda resta comunque quella del 22 dicembre 1963, quando sul campo della capolista Entella, l’Unione conquistò una vittoria insperata ancora oggi incorniciata nella memoria dei tifosi più datati.

Infatti, dopo una meritata salvezza in Serie D nella stagione 1962-63, i primi mesi del nuovo campionato presentarono difficoltà inattese, che portarono all’esonero ad inizio dicembre dell’allenatore Federico Munerati. Il subentrato Aldo Zucchero, appena dimessosi dal Sestri Levante, entrò rapidamente nella testa dei giocatori e, pur partendo dall’ultimo posto in classifica in coabitazione con Sammargheritese e Sangiovannese, da una squadra a pezzi, atleticamente dimessa ed incapace di un gioco corale, ottenne quantomeno una reazione. Dopo la vittoria al debutto con la Sanremese, Zucchero pretese continuità, ma sulla strada dei bianconeri si frapponeva l’impegno al “Comunale” di Chiavari.

 

Dicembre 1963: la Lavagnese fotografata durante un allenamento dopo il ritorno di Aldo Zucchero in panchina. Da sinistra in piedi: Barbarossa, Zucchero (all.), Siccardi, Scapparone R., Avvenente (vice-all.), Pattaro I., Sanguineti. Accosciati: Ciglieri, Tanganelli, Remondini, De Venuto.
Dicembre 1963: la Lavagnese fotografata durante un allenamento dopo il ritorno di Aldo Zucchero in panchina. Da sinistra in piedi: Barbarossa, Zucchero (all.), Siccardi, Scapparone R., Avvenente (vice-all.), Pattaro I., Sanguineti. Accosciati: Ciglieri, Tanganelli, Remondini, De Venuto.

L’Entella del vecchio trainer bianconero Pietro Pastorino condivideva il primato con l’Imperia, schierava in attacco un cecchino come Marchiandi e recuperava Piazza e Gittone, decisa a continuare la propria marcia verso la Serie C, che poi ottenne proprio nel 50° anniversario della fondazione. La partita che ne uscì sfuggì invece da ogni logica: i bianconeri, privi di Armento e Remondini, approntarono una gara di puro sacrificio, inaridendo con Pattaro e il “sette polmoni” De Venuto le fonti di gioco avversarie Cesarini e Gittone. E rinserrarono le fila, sostenuti dai propri tifosi, anche quando l’ex laziale Di Fraia, non esattamente…. un rincalzo, dovette uscire alla mezz’ora, lasciando i compagni in dieci (all’epoca le sostituzioni non erano previste). La ripresa si aprì con l’area bianconera presa d’assedio: il portiere Morasso si era già salvato miracolosamente quattro volte anche con l’aiuto della traversa; intanto il difensore chiavarese Nadalin si spingeva più volte in avanti per trovare la deviazione vincente. Invano.

 

Mischia in area bianconera scaturita da una conclusione di Parodi: Morasso fallisce il rinvio, Cecconi controlla che la palla sfili sul fondo. 
Mischia in area bianconera scaturita da una conclusione di Parodi: Morasso fallisce il rinvio, Cecconi controlla che la palla sfili sul fondo. 
Grande intervento di Morasso, che con l’aiuto della traversa si salva su una conclusione di Gittone.
Grande intervento di Morasso, che con l’aiuto della traversa si salva su una conclusione di Gittone.

Il continuo tentativo di sfondare centralmente si dimostrò deleterio per i biancocelesti, che si innervosirono, perdendo riferimenti e lucidità nelle continue mischie a ridosso dei pali lavagnesi. Ed il tempo passava. A 7’ dalla fine l’impossibile divenne realtà: un’azione di alleggerimento dei bianconeri venne chiusa frettolosamente in fallo laterale dal terzino entelliano Delle Piane. Barbarossa rimise velocemente in gioco su De Venuto, che ebbe spazio per accentrarsi e lasciar partire un fendente che si insaccò sotto la traversa, nonostante il tocco disperato del portiere Scabini. Il fischio di chiusura di Pfiffner di Torino sancì l’impresa dell’anno, un vero “borseggio con destrezza” (citando Gianni Brera) per i tifosi biancocelesti, un’eroica prova di coraggio che scatenò scene di giubilo e sfottò per i sostenitori della Beiga, uno dei quali venne “ripreso” perché colto in flagrante mentre sostituiva sul pennone dello stadio la bandiera dell’Entella con quella bianconera.

La vittoria non salvò l’Unione dal triste epilogo degli spareggi retrocessione, ma dimostrò come ogni partita vada combattuta fino alla fine, anche quando il divario tecnico sembra insormontabile.


Ecco il tabellino di quel fantastico derby della 14^ giornata della Serie D 1963-64:

Entella-Lavagnese 0-1 (0-0)

Rete: 83’ De Venuto.

Entella:  Scabini, Delle Piane, Ginocchio, Gittone, Nadalin, Piazza; Marchiandi, Cesarini, De Rossi, Gonella, Parodi. All. Pastorino.

Lavagnese: Morasso, Cecconi, Siccardi, Tanganelli, Ciglieri, Barbarossa; De Venuto, Pattaro I., Scapparone R., Di Fraia, Ghizolfi. All. Zucchero.

Arbitro: Pfiffner (Torino).

 

La rassegna stampa del giorno dopo. La foto ritrae l’autore della rete De Venuto.
La rassegna stampa del giorno dopo. La foto ritrae l’autore della rete De Venuto.

Articolo, interviste e foto a cura di Gianluigi Raffo

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