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STORIE IN BIANCONERO - POLVERE DI STELLE: LE GRANDI FIRME AL "RIBOLI"


27 aprile 1952. La Lavagnese vince il Girone C di 1. Divisione Ligure con gli ex professionisti spezzini: da sinistra in piedi, Lino Oldoini (2°), Paolo Rostagno (7°, campione d’Italia nel 1944) e Vincenzo Troiano (8°).

Nella testa dei fondatori una convinzione. Che un “figgieu de Lavagna” potesse ricevere uno stipendio prendendo a calci un pallone cozzava contro lo spirito olimpico e i principi per cui era stata fondata l’Unione, un contenitore cittadino per le esperienze sportive dei giovani che attestavano in gara le singole virtù atletiche. Dietro di essi, a garantire la vita della società, il lavoro gratuito di tanti appassionati.

Dagli anni Venti il calcio cominciò tuttavia a scendere a patti con il professionismo ed anche nelle categorie dilettantistiche si affacciarono via via campioni agli ultimi bagliori, incuriosendo le platee di provincia. Nel dopoguerra “Lello” Gatti ed Aldo Zucchero, dopo annate tra i cadetti, chiamarono nomi di eccellenza del calcio nazionale a disputare a Lavagna il torneo di Serie C: il portiere Luigi Carzino (Sampierdarenese, serie A, 1945-46), l’ala Giorgio Pruzzo (Sampdoria, serie A), Bruno Rossi, Paolo Rostagno ed Angelo Medica, tre trionfatori del Campionato di Guerra 1944 nelle file del Gruppo Sportivo 42. Corpo Vigili del Fuoco di La Spezia (sconfitto 2-1 il Grande Torino di Piola e Valentino Mazzola).

La colonia dei professionisti spezzini si arricchì poi tra il 1951 e il 1953 con gli arrivi di Lino Oldoini e Vincenzo Troiano, anch’essi al tramonto della carriera. Dopo l’attaccante della Sampdoria 1950-51 Giorgio Paleologo, negli anni Sessanta fu fondamentale la regia in difesa del rapallese Rino Di Fraia (in Serie A nel 1952-53 con la Lazio) nelle ostiche sfide di Serie D.

Rino Di Fraia in Serie A con la Lazio (a sinistra) e durante il triennio a Lavagna (1962-65).

Se si esclude qualche fugace apparizione come quella del portiere ex-Genoa Luca Guazzi (1992-94), solo a partire dalla presidenza Compagnoni si sono rivisti con regolarità giocatori con curricula professionistici. A costo di tralasciarne qualcuno, si ricordano gli attaccanti Claudio Pelosi (2003-05, già in B con la Cremonese), Cristiano Masitto (2006-08 poi allenatore nel 2021), Igor Zaniolo (2008-10, molte stagioni in B in giro per lo Stivale per il padre di Nicolò) ed il difensore Jonathan Rossini (2019-21, ex Sampdoria e Sassuolo e nazionale elvetico).

Igor Zaniolo a segno a Vigevano il 2 maggio 2010 e con la maglia del Cosenza nel 2001-02.

C’è chi non ha lasciato tracce evidenti di sé come l’ex Genoa e Ternana Vincenzo D’Isanto e c’è chi come Michele Russo e Michele Currarino ha approfittato delle ottime prestazioni a Lavagna per saggiare i campi dei cadetti con la Virtus Entella. Quindi il “Riboli” non solo come un’occasione per guadagnarsi il gettone di fine carriera, ma per rilanciarsi, come capitato anche a Simone Basso, fermato da un brutto infortunio e diventato, dopo aver contribuito alla salvezza in bianconero nel 2006, l’idolo della Ciociaria e del Trapani in Serie B.

Simone Basso, ritornato a Lavagna nel 2017, dopo le stagioni in Serie B con Frosinone (nel riquadro) e Trapani.

Eclatanti anche i percorsi dal basso di Alberto Masi, centrale difensivo nella Lavagnese 2009-10 e aggregato due estati dopo alla Juventus, e del trio nigeriano dello Spezia tra il 2013 e il 2016. Abdullahi Nura, finito poi alla Roma e al Perugia, ha dovuto frenare ambizioni e corse sulla fascia a causa di un serio problema cardiaco; Umar Sadiq, che ha all’attivo due reti in Serie A con la Roma e il bronzo olimpico nel 2016, milita attualmente nella Real Sociedad, mentre David Okereke dispensa giocate d’autore nella pur difficile stagione di A della Cremonese.


L’attaccante David Okereke impegna il portiere della Fezzanese nel 3-0 del 6 dicembre 2015.

Articolo, interviste e foto a cura di Gianluigi Raffo

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