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STORIE IN BIANCONERO - IL PERSONAGGIO: ALDO ZUCCHERO


Aldo Zucchero con la maglia della Lavagnese

Come in un libro con tante pagine da sfogliare, la storia di Amilcare Aldo Zucchero incrociò quella dell’Unione in diversi capitoli, sparsi dal Dopoguerra fino ai primi Anni Settanta.

Nato a Lavagna il 16 dicembre del 1917, tirò i primi calci nel Sestri Levante, per poi cominciare la carriera in Serie C nell’Entella (1935-38), probabilmente con l’appoggio di “Lello” Gatti, altra grande gloria della Beiga costretto a passare il fiume per la perdurante assenza di un vero campo da gioco (solo nel 1939 avvenne l’inaugurazione del “Riboli”).

Si affermò come mezzala longilinea di grande qualità, vinse il campionato a Vicenza (1939-40), poi passò al Rapallo, dove realizzò una rete in Coppa Italia, e al Perugia. Al momento dello sbarco degli Alleati era cannoniere del Palermo in Serie B e da partigiano partecipò con la Reggiana al Campionato di Guerra (quello vinto dai Vigili del Fuoco di La Spezia). Dotato di un buon tiro e di facilità di corsa, sapeva incantare la platea con numeri ad effetto, come il doppio passo “alla Biavati” con cui lasciava sul posto l’avversario o il calcio di punizione ad aggirare la barriera.

Nella Serie B 1942-43 miglior marcatore della Juventus - Palermo

Terminata la guerra si accasò alla Ternana: “Lello” Gatti, promotore della rifondazione dell’Unione, e gli altri soci lo convinsero a tornare a casa (si era intanto sposato) per allestire una Lavagnese degna della Serie C (1946-48) e ridare così morale ad una città martoriata. Arrivarono un ottavo e un terzo posto, poi tornò all’Entella (1948-50), finendo sempre sconfitto….negli incroci al “Riboli” e chiuse l’attività in bianconero (1950-54) nella doppia veste di allenatore-giocatore.

Insieme a “Lello” Gatti, l’altra stella della Lavagnese in Serie C.

Rimase un riferimento per la Lavagnese: era un uomo sensibile ad attento ai rapporti personali, sapeva quali corde toccare per ricompattare lo spogliatoio e far crescere i giovani. Venne richiamato come tecnico in altri otto campionati, spesso in stagioni tribolate, ed ovviamente i mister bianconeri in odore di esonero sentivano aleggiare la sua presenza: nel gennaio 1959 sostituì Umberto Lena, nel dicembre 1964 Federico Munerati (l’ex campione juventino), in un drammatico torneo di Serie D che si concluse con la retrocessione dopo gli spareggi. Nominato Assessore allo Sport, terminò la sua attività di campo riportando come Direttore Tecnico a fianco di Ivo Pattaro (1974-77) la Lavagnese in Promozione. E’ mancato il 16 febbraio 2000.

Da allenatore o D.T. sempre prodigo di consigli ai giovani (qui tra Macchiavello e Giordan).

Articolo, interviste e foto a cura di Gianluigi Raffo

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