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FEMMINILE U19. IL MOLASSANA PASSA 3-1, LE BIANCONERE CONVINCONO A TRATTI

2 ore fa
Tempo di lettura: 5 min


LAVAGNESE – MOLASSANA 1-3

Marcatrici: 18’ pt Anastasiu (L), 40’ pt Iurilli (M); 50' Occhipinti (M), 55' Iurilli (M)



Il risultato premia il Molassana, la prestazione lascia alla Lavagnese più di un motivo per guardare avanti con fiducia. Nella seconda giornata della Coppa Italia di Eccellenza Femminile Under 19, le bianconere di mister Silvia De Blasio cedono 3-1 tra le mura amiche del Riboli, al termine di una gara piacevole, combattuta e decisamente più equilibrata di quanto il punteggio finale possa suggerire.


A fare la differenza sono state soprattutto l’esperienza, la maggiore fisicità e la capacità delle ospiti di capitalizzare gli episodi decisivi. Qualità che hanno consentito al Molassana di ribaltare l’iniziale svantaggio e indirizzare la partita nella prima parte della ripresa.


Dall’altra parte, una Lavagnese capace di approcciare l’incontro con personalità, costruire gioco e mettere in difficoltà un’avversaria sulla carta più attrezzata, ma ancora penalizzata da alcune disattenzioni che, a questi livelli, finiscono inevitabilmente per pesare.



La carta d’identità non scende in campo. Ma la fisicità conta


C’è un elemento che merita di essere sottolineato nell’analisi del percorso delle giovani bianconere: la differenza anagrafica rispetto ad alcune delle avversarie affrontate.

La Lavagnese presenta infatti una rosa interamente composta da ragazze nate tra il 2008 e il 2010. Un gruppo giovanissimo, che si confronta in una competizione nella quale formazioni come Molassana e Angelo Baiardo (incontrata sabato scorso) possono contare anche su calciatrici classe 2006, con un bagaglio superiore in termini di esperienza, struttura fisica e abitudine a determinate situazioni di gioco.

L’età, naturalmente, non rappresenta un indicatore assoluto di qualità. Ma nel calcio femminile giovanile, soprattutto in una fase delicata dello sviluppo atletico, due o tre anni di differenza possono incidere sensibilmente nella gestione dei contrasti, nella protezione del pallone e nella tenuta dei duelli individuali.

Non un alibi, dunque, ma una chiave di lettura necessaria per valutare correttamente il lavoro di una squadra che sta affrontando un percorso di crescita e formazione contro avversarie spesso più mature.



Mister De Blasio sceglie il 4-4-2, con Campodonico tra i pali e una linea difensiva composta da Anastasiu, Pinasco, Vaccaro e Corrieri. In mezzo al campo Landò, Rivara, Ricone e De Mattei, con un assetto a rombo alle spalle della coppia offensiva formata da Canizzaro e Risso. Proprio l’impiego di quest’ultima rappresenta una delle novità tattiche più interessanti: abitualmente utilizzata sulla corsia sinistra, Risso viene proposta in una posizione offensiva inedita, nel tentativo di sfruttarne le caratteristiche in una zona diversa del campo.


L’avvio è tutto di marca bianconera. La Lavagnese entra in partita con convinzione, occupa bene gli spazi e mostra un atteggiamento propositivo, prendendo progressivamente il controllo delle operazioni.

Il vantaggio, al 18’, è la naturale conseguenza di quanto prodotto. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Bianca Rivara, il pallone arriva nella disponibilità di Andra Anastasiu, brava a trovare la conclusione vincente che vale l’1-0.

Un gol meritato, che sembra poter indirizzare l’incontro sui binari più favorevoli alle padrone di casa.


Il Molassana, però, ha il merito di non disunirsi. Le genovesi assorbono il momento favorevole delle bianconere, ritrovano progressivamente equilibrio e iniziano a sfruttare con maggiore efficacia gli spazi concessi.


Intorno al 40’ arriva l’episodio che cambia l’inerzia della gara. Un errore in fase di disimpegno spalanca la strada alla ripartenza di Martina Iurilli, che si invola verso la porta e supera l’incolpevole Beatrice Campodonico.


È l’1-1 con cui le squadre rientrano negli spogliatoi. Un pareggio che lascia qualche rimpianto alla Lavagnese, protagonista di una prima frazione complessivamente positiva.



Ripresa: dieci minuti fatali, il Molassana colpisce due volte:


Se il primo tempo aveva mostrato una Lavagnese intraprendente e organizzata, l’inizio della ripresa ripropone una difficoltà già emersa nelle prime uscite stagionali: la gestione dei momenti delicati della partita. Le bianconere faticano a ritrovare immediatamente ritmo e compattezza, mentre il Molassana dimostra maggiore lucidità nell’approfittarne.


Il sorpasso arriva ancora in contropiede, questa volta con Cecilia Occhipinti, abile a finalizzare una rapida transizione offensiva per l’1-2.


Passano appena cinque minuti e le ospiti trovano anche la terza rete. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è nuovamente Martina Iurilli a trovare la via del gol, firmando la propria doppietta personale e portando il risultato sull’1-3.


Due reti ravvicinate che rappresentano lo spartiacque della sfida. Il merito del Molassana è quello di aver saputo leggere meglio i momenti della gara, trasformando le occasioni favorevoli in gol con cinismo e concretezza.


La Lavagnese, tuttavia, non esce mentalmente dalla partita. Nonostante il doppio svantaggio, le ragazze di Silvia De Blasio cercano di reagire, continuano a proporsi e provano a riaprire l’incontro senza rinunciare alla propria identità di gioco.

La volontà non manca, ma negli ultimi metri emergono imprecisione e qualche scelta affrettata. A completare il quadro, una difesa ospite attenta e solida, capace di proteggere il vantaggio fino al triplice fischio.


Finisce 3-1 per il Molassana, che conquista con merito il successo, dimostrando maggiore esperienza e concretezza nei passaggi determinanti del match.


Al di là del risultato, la partita consegna allo staff tecnico indicazioni sulle quali costruire il lavoro delle prossime settimane. La prima riguarda l’approccio: per almeno venti minuti la Lavagnese ha mostrato di poter prendere l’iniziativa anche contro una formazione più esperta, sviluppando trame interessanti e trovando con merito il vantaggio.

La seconda è legata alla capacità di restare dentro la partita. Anche dopo il doppio colpo subito nella ripresa, le bianconere non hanno smesso di cercare soluzioni, mantenendo vivo il confronto fino alla conclusione.


Resta naturalmente da migliorare la gestione degli episodi, soprattutto nelle transizioni difensive e nei primi minuti dopo l’intervallo, quando cali di concentrazione e letture non sempre tempestive hanno finito per compromettere quanto di buono costruito in precedenza.


Tra le individualità, meritano una menzione Beatrice Campodonico, Andra Anastasiu e Martina Vaccaro, tra le più positive nell’arco dei novanta minuti.


Nel corso della ripresa spazio anche a Greta Sturla, Aurora Volpone, Caterina Cerbo e Chiara Capitani, subentrate rispettivamente ad Andra Anastasiu, Arianna Corrieri, Federica Landò e Libera De Mattei.


La sensazione è che questa Lavagnese abbia ancora enormi margini di miglioramento. La strada passa dalla continuità, dalla capacità di ridurre gli errori individuali e dall’acquisizione di quella maturità agonistica che soltanto il confronto con avversarie di livello può contribuire a sviluppare.


Il calendario non concede troppo tempo per soffermarsi sulla sconfitta. Sabato prossimo le bianconere torneranno in campo per la terza giornata del girone di Coppa Italia, che comprende anche Ceriale, Sanremese e Angelo Baiardo. Di fronte ci sarà la Superba Calcio Femminile, formazione che precede la Lavagnese di tre punti in classifica, ma reduce dal pesante 13-0 incassato contro l’Angelo Baiardo nell’ultimo turno.

Un risultato che non deve però indurre a valutazioni superficiali. Ogni partita presenta difficoltà differenti e proprio la capacità di affrontare ogni avversaria con il giusto atteggiamento rappresenta uno degli aspetti sui quali il gruppo di De Blasio è chiamato a crescere.


Per la Lavagnese sarà un appuntamento importante, non soltanto per provare a conquistare i primi punti stagionali, ma soprattutto per trasformare i segnali incoraggianti emersi contro il Molassana in una prestazione più completa e continua.



Forza ragazze, forza Lavagnese!

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