top of page

FEMMINILE | L’ENTELLA NON FA SCONTI, MA LA LAVAGNESE HA MOTIVI PER GUARDARE AVANTI

5 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

LAVAGNA – Lo 0-7 con cui la Virtus Entella espugna il Riboli racconta di una superiorità netta, evidente, sotto il profilo tecnico, atletico e dell’esperienza. Ma fermarsi al risultato significherebbe rinunciare a leggere una partita che, pur nella sua severità, offre alla Lavagnese diversi spunti sui quali riflettere e, soprattutto, lavorare. Troppo ampio il divario tra le due formazioni, ma le ragazze di mister Bolesan mostrano sprazzi incoraggianti. Il vero ostacolo, oltre alla qualità delle avversarie, resta la tenuta mentale nei momenti di difficoltà.


Del resto, le premesse erano chiare. Da una parte una Virtus Entella costruita per recitare un ruolo da protagonista, con ambizioni di vertice e una struttura consolidata. Dall’altra una Lavagnese che si affaccia a questa nuova avventura con entusiasmo, una rosa assemblata da poco più di quaranta giorni e un percorso di crescita ancora tutto da scrivere.


Due realtà che oggi viaggiano a velocità differenti, con obiettivi e prospettive inevitabilmente distanti.


Eppure, almeno nelle battute iniziali, la distanza non era sembrata così incolmabile. Le bianconere hanno provato a giocare, a costruire, a cercare soluzioni offensive senza rinunciare alla propria identità. Un atteggiamento coraggioso, forse persino ambizioso considerando il valore delle avversarie, ma che testimonia la volontà di sviluppare una precisa idea di calcio.


Poi l’episodio che cambia la partita: al 16'' sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il cross con il contagiri di Elisa Ricco, trova la testa di Sara Marcarelli, libera da marcature, che si insacca alle spalle di un incolpevole Vetrugno. 0-1 e da quel momento la gara prende una direzione precisa e, soprattutto, riemerge il limite più evidente della giovane formazione lavagnese: la difficoltà di reagire emotivamente agli episodi sfavorevoli.



Dopo il primo gol, le certezze costruite nei minuti precedenti sembrano improvvisamente dissolversi. Aumentano gli errori in impostazione, le disattenzioni nei disimpegni, le letture sbagliate. La tensione prende il posto della lucidità e la frustrazione finisce per condizionare scelte e movimenti. Un copione già visto, sul quale mister Bolesan e il suo vice Maddaloni saranno chiamati a intervenire. Perché, al di là di una questione tattica e tecnica, la crescita di questa squadra passerà inevitabilmente dalla capacità di restare dentro la partita anche quando il risultato comincia a girare dalla parte sbagliata.


Sarebbe tuttavia ingeneroso ridurre la prestazione bianconera ai soli errori.


La Lavagnese ha creato occasioni, ha cercato di rendersi pericolosa e, anche con un passivo pesante, non ha completamente rinunciato a proporre gioco. Un aspetto tutt’altro che scontato per una formazione ancora alla ricerca di automatismi, equilibri e conoscenza reciproca.


Tra le note positive spicca ancora una volta Petra Vetrugno, protagonista di una crescita costante tra i pali. Nonostante le sette reti incassate, l’estremo difensore bianconero si è resa protagonista di interventi importanti, evitando che il punteggio assumesse proporzioni ancora più severe.


Segnali incoraggianti anche dal reparto offensivo, dove Raineri e Cannizzaro hanno cercato con insistenza la via della rete. Entrambe hanno avuto concrete opportunità per lasciare il segno, trovando sulla propria strada un pizzico di imprecisione e, in altre circostanze, la pronta risposta della portiera biancoceleste. Altra nota lieta quella di Martina Vaccaro 45 minuti da inizio ripresa, dimostrando grinta e personalità da vendere, per una Giovanissima Under19 che metterà sicuramente in difficoltà mister Bolesan per future titolarità.



Resta, naturalmente, il peso di sette reti subite, quattro nel primo tempo con doppiette di Sofia Rizzo 31"/ 37" e di Sara Marcarelli 16"/43", e altre tre nella ripresa 48" Giulia Tassi, 65"/75 doppietta di Anita Cuneo. Un dato che non può essere ignorato né giustificato esclusivamente con la forza dell’avversario. Alcuni situazioni potevano essere gestite meglio e la squadra dovrà imparare a riconoscere i momenti nei quali occorre privilegiare concretezza e attenzione rispetto alla ricerca della giocata.



Ma sarebbe altrettanto sbagliato pretendere da un gruppo nato appena quaranta giorni fa la solidità di una formazione che lavora insieme da anni.


La Lavagnese è un progetto in costruzione. E i progetti, soprattutto quelli giovani, hanno bisogno di tempo, lavoro e inevitabilmente anche di qualche lezione severa.


L’Entella, per qualità e ambizioni, rappresenta oggi un termine di paragone difficile da sostenere. Non tutte le domeniche, però, le bianconere si troveranno di fronte una corazzata costruita per vincere il campionato. Arriveranno confronti più equilibrati, partite nelle quali il margine di crescita potrà tradursi in risultati e soddisfazioni concrete.


La sfida, adesso, è trasformare questa sconfitta in esperienza. Correggere gli errori, consolidare gli automatismi, ritrovare fiducia e soprattutto imparare a non smarrire la propria identità alla prima difficoltà.


Perché il potenziale, pur ancora largamente inespresso, si intravede. E la volontà di giocare a calcio, anche contro un avversario nettamente superiore, rappresenta un punto di partenza sul quale vale la pena insistere.


Il 7-0 appartiene all’Entella. La possibilità di imparare da questo 0-7, invece, appartiene interamente alla Lavagnese. Ed è da qui che si deve ripartire.


Guarda le foto del Match:

bottom of page