LAVAGNESE A PICCO, LA CAIRESE, CON IL MINIMO SFORZO, SBANCA IL RIBOLI
- Ufficio Stampa Lavagnese

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Quarta sconfitta consecutiva per la Lavagnese e quarta prestazione insufficiente, quest’ultima addirittura, per com’è maturata, imbarazzante, la truppa di Mister Ranieri, non ha dato la reazione attesa, soprattutto sul piano emotivo e della determinazione, d’altronde i visi dei protagonisti, dopo il rigore subito, al 5’ del primo tempo, trasmettevano chiaramente, il disagio, la preoccupazione e fin anco la paura del momento che stanno sportivamente vivendo, dall’altra parte una Cairese che ha ottimizzato la situazione, portando a casa tre punti insperati, senza entrare mai all’interno dei sedici metri bianconeri e difendendo, con ordine e giusta cattiveria agonistica, un risultato preziosissimo che li allontana, per ora, dalla zona play out a danno dei loro avversari che invece sprofondano, in quart’ultima posizione, in piena bagarre.
Raccontare la cronaca di questa gara è piuttosto semplice, tanto rari sono gli episodi, da citare, al 5’ l’improvvido retropassaggio a Bodrato di capitan Lombardi, il portiere della Lavagnese cerca di controllare la palla, sulla quale si avventa Graziani T. che da buon “mestierante” forse minimamente toccato, stramazza in area per il più classico dei penalty, lo stesso Graziani realizza, spiazzando Bodrato e siglando il gol partita per la Cairese.
Al 13’ punizione di Lombardi dalla trequarti e colpo di testa di D’Antoni alto sopra la traversa, serie di corner per la Lavagnese tra il 22’ ed il 30’, su uno di questi spioventi, Ghigliotti colpisce preciso di testa ma Ceppi respinge, al 36’ ulteriore calcio dalla bandierina di Lombardi, correzione di testa per D’Antoni e la punta bianconera, di sinistro, impegna seriamente Ceppi, la Cairese, al di la di un destro dal limite al 22’ diremmo….non pervenuta.
Con questi presupposti si chiude la prima frazione e si apre la seconda, l’ansia cresce, il gioco langue e la gara, francamente, ha una qualità molto modesta, la nuova punta Di Giorgio rimane ingabbiata dalla morsa gialloblu, D’Antoni si danna l’anima ma le sue “spizzate” di testa non hanno seguito, la Lavagnese cerca di abbattere il fortino della Cairese con i soliti, inconcludenti, lanci in profondità, anziché giocare palla a terra, con velocità e proporre cross dal fondo, con dieci uomini sotto la linea della palla, controllare le folate confuse della Lavagnese per la Cairese è esercizio tutto sommato comodo.
Al 62’ mister Ranieri, squalificato, dalla tribuna, suggerisce ad Avellino di compiere un triplo cambio, fuori Zaccariello ammonito, Vannucci e Di Giorgio, per Albisetti, arrivato mercoledì, Marconi ed il nuovo arrivato Piccioli, il cronometro non da scampo alla Lavagnese, le occasioni più ghiotte le hanno Albisetti, di testa al 74’ con Oneto che non riesce a correggere la traiettoria della palla in rete, al 79’ un traversone, dalla destra di D’Antoni, trova una semirovesciata di Romanengo, la palla arriva a Ghigliotti, in posizione di off side, che di testa, alza sopra la traversa.
La frenesia di subire la quarta sconfitta, porta gli uomini di Ranieri a perdere le distanze, Reali si affaccia in area e di sinistro colpisce anch’egli lontano dai pali di Ceppi, arriviamo così in zona cesarini, le energie cominciano a scarseggiare ed anche Daniello, inserito al 78’ su Lombardi, non riesce ad invertire il trend di una gara nata male e proseguita peggio, ci prova all’89’ D’Antoni che, su traversone di Romanengo, di testa, impegna in presa bassa Ceppi, di fatto l’ultima occasione per il pareggio bianconero, infatti, dopo 4’ di recupero , il Sig. Iorfrida di Collegno dichiara chiuso l’incontro.
Cairese felice per la vittoria, maturata utilizzando al meglio l’unica occasione da gol avuta e Lavagnese che vivrà una settimana di inevitabili decisioni, a fine gara, la Società di Via Riboli, comunica un silenzio stampa che la dice tutta sullo stato d’animo dell’ambiente, arriveranno comunicazioni chiarificatrici che indicheranno quali decisioni verranno prese per invertire un percorso molto pericoloso, la classifica, in coda è molto corta, arrivano scontri diretti, il primo è andato a favore della compagine savonese, domenica la squadra andrà ad Asti in un altro dentro o fuori, per poi ospitare la cenerentola Novaromentin.
Il tempo c’è, quindici partite da fare anche, la storia bianconera va salvaguardata, 23 anni di serie D sono un biglietto da visita che pochi possono vantare ma è arrivato il momento delle decisioni e con esse quello “switch” che deve condurre il sodalizio bianconero fuori dalla mischia.
Photo Credits by Federico Bottaro @just_fedeph




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