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TONFO LAVAGNESE, IL CAMPOMORONE FA FESTA E SBANCA IL RIBOLI

10 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Doveva essere la gara per accorciare sulla capolista, la gara per dare la continuità necessaria, è stata invece la gara del tonfo inaspettato, la squadra ha fatto decisamente un passo indietro, rispetto alle ultime prestazioni, un intero secondo tempo nella trequarti del Campomorone che si è difeso strenuamente e con ordine ma la Lavagnese, in tabellino, ha la misera statistica di quattro tiri verso la porta di cui solo due nello specchio e decisamente

poco incisivi.


L’inizio gara fa subito vedere un Campomorone quadrato, ben disposto in campo e per nulla

timoroso del quotato avversario, i pochi intimi, presenti sugli spalti del Riboli, comprendono che sarà una serata difficile, i due portieri non hanno molto lavoro da sbrigare ma al 18’ Delfino di piede ed al 23’ Spadoni di testa, saggiano l’attenzione di Corci.


La Lavagnese fatica a trovare le distanze, la palla gira lentamente, fatica a trovare le corsie esterne e a mettere palloni interessanti in mezzo e quando ci riesce, gli attaccanti non concretizzano le opportunità, spesso con spalle alla porta senza quell’aggressione negli ultimi diciotto metri che farebbero la differenza, soprattutto in una compagine che è stata costruita per lottare per il vertice.


Arriviamo così al 29’ con l’episodio decisivo, il Campomorone giostra sulla destra, inserimento in profondità di Licco che salta due difensori con un destro-sinistro ed in caduta, di collo, con il destro, la mette sul palo lontano, battendo inesorabilmente Corci, 0-1 troppo facile e Licco troppo libero di agire, campanello d’allarme per l’assetto psicologico della Lavagnese.


Al 35’ punizione di Oneto fuori dallo specchio, rimane una delle rare uscite in area genovese

della Lavagnese nella prima frazione di gioco, la squadra non reagisce con la consueta veemenza messa in mostra recentemente e gli avversari controllano con estrema facilità le

rare folate offensive, dimostrando una condizione da combattenti veri.


Nella ripresa Mister Scotto cerca lo scossone immediato, al 48’ doppio cambio, Martinelli su Giorgi ed Ivani su De Benedetti, passano 3’ e ancora due giocatori freschi in campo è la volta di Moise su Righetti e di Cucciniello su Grandoni, incomincia però a crescere l’ansia del risultato negativo, a farne le spese con due gialli, sono Cucciniello, appena entrato ed al 62’ Scotto.


Al 72’ l’occasione per il pareggio è sui piedi di Grandoni che riceve una palla invitante dal fondo di Oneto e che di destro la mette sotto la traversa, dove Raffo compie l’intervento più

complicato della sua serata. La Lavagnese presidia la trequarti del Campomorone ma con effetti poco incisivi, mentre la squadra di Palermo, esce sulle ripartenze, sempre pericolosa con Spadoni e Diakhate.


Da rimarcare, per i bianconeri, il tentativo di piatto destro di Simeoni appena fuori area, ribattuto dalla difesa ospite ed il cross dalla sinistra di Gabrielli, subentrato a Simeoni all’83’ che è parso essere deviato dal braccio di un difensore del Campomorone, francamente troppo poco per impensierire la difesa rocciosa vista questa sera al Riboil.


Il tempo trascorre invano e con 4’ di recupero, decretati dal Sig. Cavalleri di Treviglio, mestamente, si chiude la gara che ha visto il Campomorone sfruttare l’unica vera occasione che ha avuto, procedendo poi a difendere strenuamente e con ordine il vantaggio minimo ottenuto, senza rischiare molto.


Dall’altra una Lavagnese sottotono, incapace di una reazione degna di una squadra che vuole essere protagonista in questo campionato di Eccellenza, soccombe per la seconda volta in otto giornate. Ricordando le quattro ammonizioni ai bianconeri: Cucciniello, Moise, Gabrielli e Scotto, la testa va al delicato impegno di domenica prossima al Maluberti di Ronco Scrivia, dove i bianconeri sono attesi dal Vallescrivia, il cui cambio nella direzione tecnica pare aver dato nuova linfa e nuovi stimoli, elementi che la squadra bianconera, pur con qualche assenza di troppo, dovrà ritrovare al più presto per provare a non perdere troppo contatto dal vertice della classifica.

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